Khaled è un rifugiato siriano che approda in Finlandia dove chiede asilo. Nonostante la guerra cruenta tutt’ora in corso in Siria, a Khaled viene negato l’asilo e prima di essere deportato fugge. Incontra Wilkstrom, un uomo di mezza età che ha appena lasciato la moglie ed aperto una nuova attività nella ristorazione. Per entrambi sarà l’inizio di una relazione di solidarietà ed aiuto reciproco.
Aki Kaurismäki racconta una storia di solidarietà e amicizia in un microcosmo dove ingiustizie e razzismo mettono in pericolo la convivenza delle persone. Il mondo descritto dal regista è diviso nettamente in buoni e cattivi laddove i buoni hanno necessità di stare insieme per contrastare le azioni degli altri. Un ritratto ironico di una storia esemplare di un rifugiato, dove la recitazione straniata degli attori consente di riflettere sul senso di estraneità che vive un rifugiato che approda in una terra straniera, senza mai affondare nel dramma. La traiettoria dei due protagonisti è tutto sommato simile: entrambi lasciano qualcosa in cui non trovano più nutrimento e si lanciano alla ricerca di una nuova vita, affrontando i rischi che questo percorso porta con se.
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