riflessione mta cinematografica

Quando il signor Fletcher parte per un raduno di commemorazioni di Fats Waller, stella del jazz che diede lustro alla cittadina, Jerry, che lavora da sempre con lui, prende in mano temporaneamente l’attività di videonoleggio a cassette. Mike, amico fraterno, cerca di aiutarlo, ma in seguito ad un tentativo mal riuscito di sabotaggio della centrale elettrica, diviene portatore di carica elettromagnetica e cancella tutti i film su cassetta. L’attività è già in crisi e i due devono trovare una soluzione per continuare a lavorare: gireranno le loro copie tarocche dei film andati perduti.
Michael Gondry fa un’operazione meta cinematografica su una storia di grande fantasia. Il film, ed il cinema, non sono solo quelli prodotti dalle grandi major, e nemmeno quelli realizzati dagli autori. Il cinema è di tutti, la produzione di storie con immagini in movimento è qualcosa che come aveva teorizzato Zavattini, è possibile per chiunque abbia a disposizione un mezzo: e gli esiti possono avere risultati insperati. È interessante la riflessione sullo schermo che viene messa in scena nel finale. Uno schermo che da una parte riflette e restituisce allo spettatore non solo una storia, ma la sua stessa vita, configurandosi come uno specchio; dall’altra parte lo schermo è invece trasparente e tramite la retroproiezione consente a chi lo guarda di accedere a cosa c’è dietro il dispositivo che dovrebbe fungere da separatore e si rivela trasparente, una vera finestra sul mondo.

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