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James, e Elle si incontrano a Firenze in occasione della presentazione del libro “Copia conforme”. Lui ha scritto un saggio nel quale sostiene che una copia di un opera d’arte può avere più valore dell’originale stesso; lei vende oggetti d’arte e partecipa perché è interessata al tema e allo scrittore. Dopo la presentazione decidono di fare una passeggiata; cosi lungo le strade e i paesi della Toscana si consuma una lunga messa in scena dell’incomunicabilità della coppia, e più in generale tra gli essere umani. Dall’iniziale dialogo sulla questione del libro, dopo essere stati scambiati per marito e moglie, James e Elle decidono di giocare quelle parti fino in fondo, trasformandosi in una tipica coppia nevrotica. Marito e moglie che entrano in quella spirale di non comunicazione verbale dove tutto è rimprovero e recriminazione, dove ognuno è solo, incompreso e non visto, in un crescendo di amarezza e rabbia.
Abbas Kiarostami, in questo film del 2010, mette i due protagonisti, che dialogano per tutta la durata del film, sempre in primo piano davanti alla macchina, come fossero davanti ad un o specchio, piuttosto che davanti ad un altro. Inquadrati singolarmente al centro dello schermo in modo alternato, rappresentano bene la scena dell’individuo che parla da solo, dalla centralità assoluta della sua posizione, che esclude inevitabilmente l’altro.
Solo il ricordo dei tempi iniziali, quando la semplicità era ancora in primo piano rispetto a tutto il vissuto di lacerazioni e disillusioni degli anni, riesce a riavvicinare la coppia. Ma solo per qualche attimo. Ognuno continuerà inevitabilmente nel percorrere la propria strada senza riuscire a condividere, spinto dal proprio bisogno di amore che lo allontana dall’altro.
La coppia del film diventa una “copia conforme” di una qualsiasi coppia reale di moglie e marito. Sono un uomo e una donna che fingono di essere sposati e che vivono i nevrotici stereotipi di tante coppie reali Cosi come una copia di un ‘opera d’arte può riuscire trasmettere la stessa esperienza emotiva e psicologica dell’originale se si accetta di non lasciarsi condizionare dal fatto che si tratti di una copia. Il valore sta in ciò che esprime, piuttosto che nel criterio con cui viene vista. Un film che parla di amore, della sua assenza e del suo bisogno interminabile.