sentimenti estremi

La guerra è appena finita, l’Italia è ancora ne caos decisionale, dilaniata da lotte intestine tra partigiani e fascisti. In un piccolo paese toscano Maria inizia una relazione con Bube, ex partigiano che ben presto si troverà coinvolto in un omicidio e dovrà ricorrere all’esilio. Combattuta tra la voglia di rifarsi una vita e la promessa d’amore ormai fatta Maria, trascorre un periodo di conflittualità in attesa degli eventi.
Luigi Comencini firma uno splendido lavoro, raccontato in un unico lungo flashback della Cardinale, grande protagonista del film. E’ un lavoro di profonda sensibilità che senza ricorrere ai sentimentalismi racconta con precisione un periodo storico difficile dell’Italia. Si vive un clima di celata guerra civile, con faide che si consumano giornalmente. In questo clima di attesa, di speranza di rinascita le persone sono chiamate a prendere posizione e allo stesso tempo hanno la necessità di conciliare alla presa di posizione ideologica, la soddisfazione dei bisogni primari. Tra questi due estremi si muovono i protagonisti, consumati da sentimenti forti e contrastanti ai quali non riescono a dare un senso compiuto. I bisogni dell’altro sembrano diventare più importanti dei propri come ci fosse necessità di espiare la colpa di provare a vivere la vita secondo i propri ideali. E molti di loro, rimarranno prigionieri di queste istanze.

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