ricerca della solitudine

In Caro Diario Nanni Moretti mette in scena tre storie della sua vita, e raccontate come tratte dal suo diario. Nella prima storia la vena autobiografica è data dalle riflessioni personali che emergono dalle visite in vespa per la citta di Roma; un episodio molto interessante anche la qualità della fotografia e per il dispositivo narrativo che vede il regista in sella alla sua vespa percorrere le strade di una Roma d’estate e per questo deserta. Nel secondo episodio predomina l’ironia, che emerge nel contatto con un collega scrittore trovato nell’isola di Stromboli dove egli stesso si rifugia per trovare pace e concentrazione. Nel terzo episodio la vena autobiografica è del tutto reale, in quanto si tratta del racconto della sua personale odissea alla ricerca di una cura per il prurito conclusasi con la diagnosi di un linfoma.
Si tratta di un lavoro itinerante, caratterizzato dal continuo spostamento che Nanni, che interpreta se stesso, descrive per le vie di Roma, per le isole Siciliane e per gli studi medici. Se è molto forte l’impronta personale del regista, bisogna rilevare che in ogni caso tutte le scene, tranne una del terzo episodio, sono ricostruite con particolare cura. Quindi un film che vuole essere documentario ma prodotto come una fiction. In tutti gli episodi emerge il carattere solitario del protagonista, che in alcuni casi sembra proprio cercare quello spazio di silenzio e di lontananza dal mondo che potrebbe aiutarlo ad allontanare quel disagio esistenziale che manifesta continuamente in presenza dei suoi simili

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